Tre anni di scosse, decreti, sgomberi e crescente preoccupazione. Ma, secondo il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, manca ancora una risposta fondamentale: un sostegno concreto all’economia dei Campi Flegrei. È un intervento durissimo quello affidato dal primo cittadino ai social, con cui torna a chiedere al Governo misure economiche specifiche per commercianti, piccoli imprenditori, lavoratori e operatori del settore turistico colpiti dagli effetti del bradisismo. «Dopo tre anni di scosse, tre anni di decreti, tre anni di sgomberi, non si è ancora previsto un solo ristoro, un solo euro», denuncia Della Ragione.

«Negozi senza clienti, ristoranti con disdette e alberghi che si svuotano»

Il punto sollevato dal sindaco riguarda gli effetti indiretti, ma sempre più pesanti, della crisi bradisismica. Ogni nuovo sciame sismico, sottolinea Della Ragione, comporta conseguenze che vanno ben oltre la paura e i danni agli edifici. Le attività commerciali registrano un calo della clientela, i ristoranti registrano cancellazioni e le strutture ricettive devono fare i conti con prenotazioni annullate e camere vuote. Un impatto economico che rischia di trasformarsi in una seconda emergenza. «Come si fa a non capire che esiste un’economia locale messa in ginocchio dal bradisismo?» chiede il sindaco. E aggiunge: chi continua a fare impresa in un territorio attraversato da una simile fase di incertezza «va aiutato». Per Della Ragione non è più sufficiente discutere della dichiarazione dello stato di emergenza o delle competenze dei diversi livelli istituzionali. La questione, sostiene, riguarda innanzitutto il riconoscimento della situazione reale vissuta ogni giorno dai cittadini dei Campi Flegrei.

Casa e lavoro, le due emergenze dei Campi Flegrei

Il ragionamento del primo cittadino si concentra su due pilastri: abitazione e occupazione. «Una persona vive in un luogo se soddisfa due necessità basilari: la casa e il lavoro», scrive Della Ragione. Due condizioni che, secondo il sindaco, oggi risultano entrambe esposte agli effetti del bradisismo nell’intera area flegrea: da Pozzuoli a Bacoli, passando per Monte di Procida fino a Napoli. Da una parte c’è il problema della sicurezza degli edifici e la necessità di intervenire sulle abitazioni più vulnerabili. Dall’altra c’è un tessuto economico che rischia di indebolirsi progressivamente sotto il peso dell’incertezza.

La richiesta: «Lo Stato finanzi al 100% i lavori sulle case»

Della Ragione torna poi su una delle richieste già avanzate più volte negli ultimi anni: garantire una copertura totale da parte dello Stato per gli interventi necessari a ridurre la vulnerabilità degli immobili. Il sindaco definisce «allucinante» che non sia ancora previsto un contributo pubblico pari al 100% per le famiglie chiamate a effettuare lavori finalizzati a rendere le proprie abitazioni più sicure e resilienti. Una questione che riguarda direttamente migliaia di cittadini e che si intreccia con il tema più ampio della permanenza delle famiglie sul territorio.

L’affondo contro Roma: «Il nulla cosmico»

Ancora più duro il passaggio dedicato alle imprese. Secondo Della Ragione, in tre anni non sarebbe stato stanziato alcun fondo specifico in grado di compensare le perdite subite dall’economia locale a causa delle ripetute crisi sismiche. Il sindaco parla senza mezzi termini di «nulla cosmico» e rivendica il ruolo dei primi cittadini come portavoce delle comunità coinvolte. Respinge anche le critiche politiche provenienti da Roma, ricordando che il compito dei sindaci è rappresentare le istanze del territorio, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà. Il messaggio finale è rivolto direttamente alle istituzioni nazionali: ascoltare i territori e dare risposte concrete. «Qui non ci sono italiani di Serie B», conclude Della Ragione. Parole che riaccendono il confronto sulle misure economiche da affiancare agli interventi di sicurezza e prevenzione. Perché la sfida dei Campi Flegrei non riguarda soltanto gli edifici, le evacuazioni e i piani di emergenza: riguarda anche la possibilità, per famiglie e imprese, di continuare a vivere e lavorare sul territorio.