La scossa di magnitudo 4.7 registrata nei Campi Flegrei ha spaventato anche i cittadini di Monte di Procida. Una scossa forte. Avvertita chiaramente in tutto il territorio. E che, per molte famiglie, ha significato un’altra notte di paura e di poco sonno. Nonostante la preoccupazione, dal Comune arrivano notizie rassicuranti: non sono emerse gravi criticità strutturali e la macchina dei controlli si è attivata subito dopo il sisma. Dopo la scossa, è stato convocato il Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare le verifiche sul territorio. La Polizia Municipale, l’Ufficio Tecnico e la Protezione Civile hanno lavorato insieme, effettuando controlli per tutta la notte. L’assessore Giovanni Martino è rimasto sul territorio insieme ai tecnici fino alla tarda mattinata, seguendo da vicino gli interventi e le verifiche sugli edifici. L’obiettivo era semplice ma fondamentale: verificare rapidamente le situazioni segnalate e capire se vi fossero rischi per la popolazione.

Durante l’intervista, l’assessore Rocco Assante ha chiarito un aspetto tecnico importante: la magnitudo non basta, da sola, a spiegare i danni provocati da un terremoto. Conta anche l’accelerazione del suolo. In parole semplici, conta quanto il terreno si muove effettivamente in un punto specifico. A Pozzuoli, più vicina all’epicentro, sarebbero stati registrati valori di accelerazione prossimi a 900. A Monte di Procida, invece, il valore si è fermato intorno a 55. Una differenza notevole. Ed è proprio questo dato a spiegare perché la scossa sia stata percepita con grande intensità, senza però provocare gli stessi danni riscontrati nei comuni più vicini all’epicentro. Rocco Assante ha parlato anche del clima politico locale, esprimendo amarezza per le polemiche nate in una fase così delicata. “Questi sono momenti in cui le comunità devono fare breccia. Bisogna stare uniti ed essere consapevoli del proprio ruolo, sia in maggioranza sia in minoranza.”

L’assessore ha ricordato che, anche in passato e in ruoli politici diversi, durante le emergenze non è mai mancato il sostegno alle istituzioni. Il messaggio è chiaro: le emergenze non dovrebbero diventare terreno di scontro politico. Quando una comunità ha paura, servono responsabilità, collaborazione e presenza sul territorio. In queste ore molti cittadini sono preoccupati. C’è chi dorme poco, chi teme nuove scosse e chi cerca risposte certe. Il compito delle istituzioni, ha ribadito l’amministrazione, è informare senza creare allarmismi. Niente messaggi confusi. Niente paura usata come strumento politico. Servono invece comunicazioni puntuali, dati verificati e aggiornamenti chiari. Perché il bradisismo resta un fenomeno complesso. E affrontarlo richiede attenzione, preparazione e, soprattutto, fiducia tra cittadini e istituzioni.