La forte scossa di terremoto che nella notte ha interessato l’area dei Campi Flegrei ha riacceso anche il confronto politico a Monte di Procida. Al centro dello scontro social sono finite la gestione delle ore successive al sisma e la presenza dell’amministrazione comunale sul territorio. Secondo quanto comunicato dal Comune di Monte di Procida sulla base dei dati dell’INGV, lo sciame sismico è iniziato alle 19.46 di venerdì 31 luglio 2026. La scossa principale, registrata nell’area di Pozzuoli e distintamente avvertita anche a Monte di Procida, ha raggiunto una magnitudo Md 4.7, con un margine di incertezza di ±0.3. Il terremoto ha suscitato forte apprensione tra i residenti. Numerose persone hanno trascorso parte della notte fuori dalle proprie abitazioni o sono rimaste sveglie, in attesa di conoscere l’evoluzione dello sciame sismico.

A intervenire per primo sui social è stato l’ex sindaco di Monte di Procida, Peppe Pugliese. Nel suo messaggio ha rivolto un pensiero alle persone che, dopo la scossa, non sono riuscite a dormire: anziani, bambini, genitori e cittadini preoccupati per la sicurezza delle proprie famiglie. Pugliese ha raccontato di aver girato per il paese durante la notte insieme a Sergio Turazzo, sostenendo di aver percepito, tra la popolazione, la necessità di una maggiore vicinanza da parte delle istituzioni. L’ex primo cittadino ha parlato di un «profondo senso di amarezza», affermando che, in situazioni di emergenza, i cittadini dovrebbero poter contare su punti di riferimento visibili e su persone capaci di ascoltare e rassicurare. «Una comunità, quando ha paura, non dovrebbe mai sentirsi sola», ha scritto Pugliese, precisando di essere intervenuto non per alimentare una polemica, ma per esprimere la rabbia e la delusione maturate nel corso della notte.

La risposta del sindaco in carica, Salvatore Scotto di Santolo, non si è fatta attendere. Il primo cittadino ha respinto le accuse e contestato la scelta di trasformare la preoccupazione dei residenti in un’occasione di contrapposizione politica. Secondo quanto dichiarato dal sindaco, lui, la sua squadra e l’ufficio tecnico comunale avrebbero trascorso la serata e parte della notte sul territorio, verificando le situazioni ritenute più delicate, ascoltando i cittadini e mantenendo un collegamento costante con gli uffici e le autorità competenti. Scotto di Santolo ha spiegato che l’attività dell’amministrazione non sarebbe stata documentata tramite fotografie o video pubblicati sui social, perché nelle ore dell’emergenza sarebbe stata data priorità agli interventi concreti. «Forse la nostra unica “colpa” è non essere fermati a scattare foto o registrare video», ha scritto il sindaco. «Per noi viene prima il dovere di essere presenti e di lavorare concretamente, non quello di raccontarlo». Il primo cittadino ha inoltre riferito di avere partecipato a una riunione in Prefettura e di essere atteso a un nuovo incontro nel pomeriggio. Nel messaggio ha ribadito che le emergenze non dovrebbero avere colori politici e che andrebbero affrontate attraverso la collaborazione, il rispetto dei cittadini e il senso delle istituzioni. «Noi ci siamo e continuiamo a esserci», ha concluso Scotto di Santolo.

Lo scambio tra l’ex sindaco e l’attuale amministrazione ha rapidamente attirato commenti e reazioni sui social. Da una parte, l’opposizione ha posto l’accento sulla necessità di una presenza istituzionale immediatamente riconoscibile durante le emergenze. Dall’altra, la maggioranza ha rivendicato il lavoro svolto sul territorio, accusando gli avversari di avere cercato visibilità politica in un momento particolarmente delicato. Al di là dello scontro, resta centrale la richiesta dei cittadini di ricevere informazioni tempestive, indicazioni chiare e aggiornamenti ufficiali sull’evoluzione della situazione.