A Monte di Procida il Ferragosto avrà anche il profumo del mare, della memoria e dell’antica arte marinara. Dal 13 al 16 agosto 2026 torna infatti l’esposizione di modellini in miniatura di velieri e navi mercantili realizzati dal Capitano Michele Scotto D’Antuono, appuntamento che giunge alla sua seconda edizione dopo l’interesse suscitato lo scorso anno. La mostra, aperta a tutti, sarà ospitata nei locali del Centro Sociale Anziani, indicati nella locandina dell’iniziativa in Corso Umberto I a Monte di Procida, e accompagnerà proprio le giornate centrali di Ferragosto e della festa locale. Protagonista assoluto sarà ancora una volta il Capitano Michele, che, a 87 anni, continua a dedicarsi con passione alla costruzione di imbarcazioni in miniatura, trasformando il proprio lavoro artigianale in una testimonianza concreta della cultura del mare montese. La caratteristica che rende particolari le creazioni di Scotto D’Antuono è il metodo di realizzazione. I modelli vengono infatti costruiti interamente a mano, senza ricorrere né a tagli elettrici né a procedimenti industriali. Anche la scelta dei materiali racconta una precisa filosofia: il capitano utilizza soprattutto elementi recuperati e riciclati, dando nuova vita a oggetti e materiali che altrimenti rischierebbero di essere dimenticati. Dietro alcune delle sue vele si nasconde una storia particolarmente intima. Per realizzarle Michele ha utilizzato anche la stoffa di un lenzuolo donatogli dalla moglie, che aveva incoraggiato la sua passione. Un semplice tessuto domestico è diventato parte integrante di piccoli velieri, unendo il ricordo personale e la memoria collettiva in ciò che potrebbe essere definito, simbolicamente, “il mare in un lenzuolo”.
I modellini non rappresentano imbarcazioni inventate. Il lavoro del capitano nasce dalla volontà di riprodurre barche e navi realmente esistite, spesso legate alla storia marittima di Monte di Procida e delle sue famiglie di naviganti. L’edizione 2026 si presenta arricchita da nuove opere realizzate nei mesi invernali. Tra i modelli che sarà possibile osservare figurano la “Maria Attanasio”, la “Mamma Maria” e la “San Matteo”. Particolarmente significativa è la riproduzione della barca appartenuta al padre del Capitano Michele, acquistata nel 1938 per 37.500 lire. Non si tratta quindi soltanto di modellismo: ogni scafo, albero e vela diventa il punto di partenza per raccontare uomini, famiglie, commerci e viaggi che hanno segnato la storia del paese. Resta anche un progetto incompiuto. Nonostante l’aiuto dei figli, il capitano non è ancora riuscito a ricostruire completamente a memoria la “Pietro Canonica”, nave di cui alcuni dettagli si sono persi con il trascorrere degli anni. Un piccolo rammarico che testimonia quanto la sua opera sia legata non soltanto alla tecnica, ma soprattutto ai ricordi. Tra le creazioni destinate ad attirare l’attenzione dei visitatori ci sarà anche un gozzo montese dedicato a Maria Santissima Assunta, figura centrale della devozione locale proprio nei giorni di Ferragosto. L’opera avrà una destinazione speciale: il Capitano Michele ha deciso di donarla a Don Gianni e alla parrocchia, come segno di fede, di gratitudine e di appartenenza alla comunità. Un gesto che rafforza ulteriormente il significato dell’esposizione, in cui il mare non viene raccontato come semplice elemento paesaggistico, bensì come parte dell’identità stessa di Monte di Procida.
La mostra sarà visitabile dal 13 al 16 agosto e offrirà anche l’occasione di incontrare personalmente l’autore delle opere. Durante le quattro giornate, infatti, il Capitano Michele Scotto D’Antuono sarà presente per alcune ore ogni sera, pronto a raccontare ai visitatori la storia dei modellini, le tecniche utilizzate e gli episodi legati alle imbarcazioni riprodotte. Un ringraziamento è stato rivolto anche al presidente del Centro Sociale Anziani, Peppino, per aver rinnovato la disponibilità dei locali e per aver consentito di ospitare nuovamente l’iniziativa. Dal 13 al 16 agosto, dunque, tra gli appuntamenti del Ferragosto montese ci sarà anche un piccolo viaggio nella grande storia marinara del territorio: quattro giorni tra velieri, gozzi, ricordi familiari e materiali recuperati, attraverso le mani e la memoria di un capitano che continua a raccontare il mare costruendolo in miniatura.
