Gli ultimi controlli effettuati sui molluschi allevati lungo la costa hanno dato esito negativo per la presenza del genoma del virus, facendo rientrare la fase di maggiore preoccupazione scattata nelle scorse settimane. La sorveglianza, però, resta alta e i campionamenti proseguono negli allevamenti marini. Al centro delle verifiche c’è l’ampia fascia costiera di competenza dell’Asl Napoli 2 Nord, dove la molluschicoltura rappresenta una realtà importante sia dal punto di vista alimentare sia per l’economia locale. I veterinari del Dipartimento di Prevenzione sono impegnati negli specchi acquei di Monte di Procida, Bacoli, Pozzuoli e Giugliano in Campania, con controlli che diventano particolarmente intensi durante i mesi estivi. Il dato più rassicurante riguarda proprio il virus dell’epatite A: nei campioni sottoposti alle ultime analisi non è stato rilevato il suo genoma. Un risultato che ridimensiona le preoccupazioni emerse nelle scorse settimane e consente di superare la fase più critica, mentre in alcuni punti la sorveglianza rafforzata prosegue. Non significa, però, che la macchina dei controlli si fermi. La sicurezza delle cozze non dipende, infatti, esclusivamente dalla ricerca di un singolo virus e il sistema di monitoraggio comprende una serie molto più ampia di verifiche.

I molluschi sono organismi filtratori: nel corso del loro ciclo vitale filtrano grandi quantità d’acqua e possono quindi accumulare microrganismi o sostanze presenti nell’ambiente marino. È proprio per questo che gli allevamenti e i prodotti destinati al consumo vengono sottoposti a controlli specifici. Tra i parametri monitorati figurano Escherichia coli e Salmonella, oltre alle biotossine prodotte da determinate specie di alghe. Sotto osservazione c’è anche il fitoplancton, con particolare attenzione alla possibile proliferazione di specie potenzialmente tossiche. A queste verifiche si aggiungono anche quelle di natura chimica. Le analisi servono a individuare l’eventuale presenza di contaminanti come metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, diossine e PCB diossina-simili. I campioni raccolti vengono inviati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici, dove vengono eseguiti gli accertamenti di laboratorio necessari a verificare la sicurezza dei molluschi.

Il periodo estivo richiede un’attenzione particolare. Le alte temperature e le variazioni delle condizioni dell’ambiente marino possono incidere sugli equilibri microbiologici e sulla proliferazione del fitoplancton. Per questo l’attività di sorveglianza viene intensificata proprio nei mesi in cui aumenta anche il consumo di prodotti ittici. Come evidenziato dall’Asl Napoli 2 Nord, il monitoraggio non nasce esclusivamente dall’allerta delle ultime settimane: i campionamenti vengono effettuati durante tutto l’anno, con un rafforzamento delle attività nel periodo estivo. Le verifiche, inoltre, non riguardano soltanto le cozze. Nell’area di Varcaturo, sul litorale di Giugliano, i controlli riguardano anche altre produzioni di molluschi allevati in mare, tra cui ostriche, vongole e tartufi di mare.

Il risultato negativo delle analisi sull’epatite A è quindi un segnale rassicurante per produttori e consumatori, ma riporta al centro anche il tema della tracciabilità. Per chi acquista molluschi, la principale garanzia resta scegliere prodotti provenienti da filiere autorizzate e regolarmente sottoposti ai controlli sanitari, evitando cozze e altri molluschi di provenienza incerta. Il quadro che emerge dai nuovi accertamenti nell’area flegrea è dunque positivo: il virus dell’epatite A non è stato rilevato nei campioni analizzati e al momento non emerge una situazione di allarme. La rete di sorveglianza resta comunque operativa, con nuovi campionamenti e analisi lungo la costa per monitorare ciò che dagli allevamenti arriva sulle tavole dei consumatori.