Un nucleo comunale di Protezione civile, mezzi per il primo intervento, nuove competenze tecniche e un’area di accoglienza pronta a entrare in funzione in caso di emergenza. È il piano che l’organizzazione politica Orizzonte Monte di Procida ha sottoposto al sindaco Salvatore Scotto di Santolo per l’impiego dei 525 mila euro assegnati al Comune dalla Regione Campania. La proposta è contenuta in una lettera datata 4 settembre 2026 e inviata, per conoscenza, anche ai capigruppo consiliari Pia Pentangelo, Giuseppe Pugliese, Giuseppina Lubrano Lobianco e Teresa Coppola. Il contributo straordinario, previsto dalla legge regionale n. 11 del 28 agosto 2026, è destinato alle attività di Protezione civile e all’assistenza alla popolazione in seguito allo sciame sismico del 31 luglio. Per Orizzonte Monte di Procida, queste risorse rappresentano l’occasione per compiere un «salto di qualità» nella capacità del Comune di affrontare le emergenze.

Nella lettera, l’organizzazione richiama un quadro territoriale segnato non soltanto dalla crisi bradisismica, ma anche da fragilità geomorfologiche e idrogeologiche già note. Il cedimento del costone di via Torregaveta, verificatosi dopo il sisma del 31 luglio e seguito dall’evacuazione di un fabbricato, è tra i segnali più evidenti. Nel documento sono riportate anche le criticità registrate in via Marconi, via Petrara e via Solferino, oltre ai rischi legati alle piogge intense e al ruscellamento superficiale. A preoccupare è inoltre la viabilità di collegamento con i comuni vicini. Secondo Orizzonte, il blocco delle principali vie di accesso potrebbe lasciare Monte di Procida temporaneamente isolata, costringendo il territorio a gestire in autonomia le prime 24 o 48 ore di un’emergenza, prima dell’arrivo della colonna mobile regionale. L’organizzazione riconosce il lavoro svolto dalle associazioni di volontariato convenzionate, ma ritiene necessario affidare le funzioni di Protezione civile a una struttura stabilmente inserita nell’ambito dell’organizzazione comunale. Nella lettera si sottolinea, infatti, che Monte di Procida sarebbe rimasto l’unico comune flegreo privo di un proprio Gruppo comunale di Protezione civile.

Il piano presentato da Orizzonte Monte di Procida si articola in sei linee di intervento. La prima riguarda l’istituzione, mediante delibera del Consiglio comunale, di un Nucleo comunale di Protezione civile, la predisposizione di un bando per il reclutamento dei cittadini, il percorso di formazione obbligatoria e l’iscrizione agli elenchi previsti dalla normativa. La seconda proposta punta all’individuazione delle risorse umane necessarie: volontari adeguatamente formati e personale comunale incaricato di coordinare i rapporti tra il Nucleo e il Centro operativo comunale, nonché di gestire i mezzi e le dotazioni. Il terzo intervento prevede il rafforzamento delle competenze geologiche e geotecniche dell’Ufficio tecnico comunale. Le strade indicate sono l’assunzione di una figura professionale specializzata, se consentita dagli spazi assunzionali, e una convenzione con il CNR, già impegnato nello studio dell’evoluzione della falesia di Torrefumo.  La quarta linea riguarda l’acquisto delle dotazioni per i volontari: caschi, guanti, calzature tecniche, giubbotti ad alta visibilità, radio collegate direttamente al Centro operativo comunale, gazebo, transenne e segnaletica mobile. Il quinto punto comprende i mezzi e le attrezzature per il primo intervento. Tra gli acquisti proposti figurano un pickup per raggiungere le aree di dissesto, un pulmino per l’evacuazione assistita di anziani e persone con disabilità, un generatore per garantire la continuità energetica del COC, pompe idrovore e sistemi di comunicazione alternativi alla rete telefonica ordinaria. L’ultimo intervento riguarda il Parco del Benessere, già individuato dal Comune quale area di accoglienza della popolazione in caso di eventi legati al bradisismo. Orizzonte propone la realizzazione di una tensostruttura e la predisposizione di collegamenti rapidi alla rete elettrica, all’acquedotto e agli scarichi. L’obiettivo è trasformare lo spazio in un’area di accoglienza immediatamente operativa, 24 ore su 24, senza dover realizzare lavori aggiuntivi durante l’emergenza. La copertura, secondo i promotori, consentirebbe anche di utilizzare la struttura per tutto l’anno per attività sportive e ricreative.

Accanto agli interventi finanziabili con il contributo regionale, la lettera rilancia tre questioni che richiedono il coinvolgimento di altri livelli istituzionali. La prima è il completamento della validazione dello studio di microzonazione sismica di terzo livello di Monte di Procida, il cui iter risulterebbe fermo da oltre un anno. La seconda riguarda l’inclusione di edifici strategici del territorio comunale nel progetto SAFE-Flegrei dell’INGV, che prevede l’installazione di nuovi accelerometri in scuole, strutture pubbliche ed edifici ad alta frequentazione. La terza richiesta riguarda il potenziamento della Rete accelerometrica nazionale. Attualmente, si legge nel documento, Monte di Procida dispone di una sola stazione, denominata MPCD. Una rete più articolata consentirebbe di approfondire le differenze nella risposta sismica tra le diverse zone del territorio. La lettera è firmata dal presidente di Orizzonte Monte di Procida, Romualdo Scotto di Carlo. L’organizzazione politica, che dichiara di lavorare per comprendere ciò che frena lo sviluppo del paese e valorizzarne le potenzialità, chiede all’amministrazione di trasformare il finanziamento regionale in una struttura permanente di prevenzione, di supporto e di pronto intervento. Ora la proposta passa all’attenzione del sindaco e dei gruppi presenti in Consiglio comunale.