foto Enzo Buono

La rabbia e la stanchezza di Pozzuoli e dei Campi Flegrei tornano a farsi sentire, e questa volta la meta è la Capitale. Questa sera, sul lungomare Sandro Pertini, nella zona di via Napoli a Pozzuoli, si è tenuta un’affollata assemblea pubblica promossa dal comitato “Pozzuoli Esiste Ancora”, alla quale hanno partecipato numerosi sfollati e residenti del territorio flegreo. L’incontro è stato convocato per fare il punto sulla complessa situazione legata al bradisismo e, soprattutto, per organizzare una grande mobilitazione verso Roma. Le famiglie, che da mesi vivono in condizioni di estrema difficoltà tra case interdette e sgomberi, hanno deciso di portare la loro protesta direttamente nei palazzi delle istituzioni nazionali per pretendere risposte immediate e concrete. Dall’assemblea è emerso con forza un concetto chiaro: il bradisismo non può più essere trattato come un’emergenza temporanea o “a tempo”, perché per i cittadini rappresenta ormai una quotidianità drammatica. Nel corso degli interventi, la piazza ha espresso profonda indignazione per la disparità di trattamento economico riservato al territorio rispetto ad altre grandi opere nazionali. Il confronto è impietoso: “Così come in Veneto sono stati stanziati 17 miliardi di euro per il Mose, nei Campi Flegrei le risorse stanziate sono di appena 20 milioni all’anno per 5 anni”. Uno stanziamento ritenuto del tutto insufficiente a garantire la sicurezza, il futuro e il diritto alla casa per le migliaia di persone colpite.

La crisi non tocca solo le mura domestiche, ma sta colpendo al cuore i servizi essenziali. Una delle denunce più sentite riguarda lo stato dei servizi sanitari sul territorio flegreo. Con il distretto sanitario locale attualmente chiuso e le prestazioni ridotte al minimo, ricevere cure mediche adeguate sta diventando quasi impossibile per la popolazione. “Andarsi a curare in questa terra domani rischia di diventare un lusso”, è stato gridato con forza, evidenziando una battaglia per la salute che si somma a quella per la casa e per il lavoro. Di fronte a una minaccia che investe ogni aspetto della vita sociale ed economica locale, i comitati e i cittadini hanno lanciato un appello alla coesione totale. Non c’è spazio per le divisioni di fronte alla difesa dei diritti fondamentali: la lotta per la propria terra, per l’abitazione, per il lavoro e per la salute costituisce un’unica, grande battaglia comune. La comunità flegrea si prepara ora a marciare unita verso Roma. L’obiettivo è chiaro: non servono più “contenitori” normativi vuoti, ma risorse reali, tutele immediate e un piano strutturale che restituisca dignità e sicurezza a chi non vuole abbandonare la propria casa.