La protesta dei cittadini di Pozzuoli, iniziata nelle strade del centro, ha raggiunto nella mattinata di martedì 4 agosto il porto della città. Il corteo, inizialmente composto da alcune centinaia di persone, è cresciuto lungo il percorso fino a coinvolgere circa un migliaio di manifestanti, che hanno occupato simbolicamente la banchina principale dello scalo. Alla mobilitazione hanno partecipato residenti, famiglie, associazioni e comitati locali. In prima fila anche anziani, persone con disabilità e genitori con bambini, rimasti per diverse ore in condizioni di temperatura elevata. Nel corso della manifestazione sono stati segnalati alcuni malori, mentre le forze dell’ordine hanno continuato a presidiare l’area. Non risultano scontri.

Al centro della protesta ci sono le conseguenze della crisi sismica che interessa l’area dei Campi Flegrei e i disagi legati all’interruzione o alla riduzione dei servizi essenziali. Dopo la scossa di magnitudo 4.7 registrata il 31 luglio, numerosi nuclei familiari hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni. I manifestanti chiedono sistemazioni adeguate per gli sfollati, il ripristino dell’erogazione dell’acqua e garanzie sulla continuità dell’erogazione della corrente elettrica. La mancanza d’acqua è diventata uno dei principali motivi della mobilitazione. I cittadini chiedono risposte immediate e interventi concreti, soprattutto per le persone più fragili e per le famiglie che non possono ancora rientrare nelle proprie case. Tra gli slogan scanditi durante il corteo, anche il richiamo alla distanza percepita tra la popolazione e le istituzioni. La manifestazione si è svolta in modo pacifico, con gli organizzatori impegnati a evitare provocazioni e a mantenere il controllo del presidio.

I partecipanti hanno attraversato il centro storico partendo dall’area di piazza della Repubblica e dirigendosi verso lo scalo marittimo. Dopo aver superato un primo sbarramento delle forze dell’ordine, il corteo ha raggiunto la banchina e l’ha occupata simbolicamente. L’arrivo dei manifestanti ha causato il blocco delle attività portuali. Il presidio è proseguito con cori e richieste rivolte al Governo e alle amministrazioni competenti, mentre la polizia e i carabinieri hanno vigilato sulla zona. I cittadini hanno annunciato di voler proseguire la mobilitazione per ottenere un confronto diretto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, atteso a Napoli mercoledì 5 agosto. L’obiettivo è portare all’attenzione del Governo le condizioni degli sfollati, i problemi nell’erogazione dell’acqua e la necessità di un piano di assistenza stabile per la popolazione flegrea. La protesta rappresenta un nuovo momento di forte tensione sociale in un territorio già provato dal bradisismo, dalle evacuazioni e dall’incertezza sulle condizioni degli edifici. I residenti chiedono che gli annunci siano seguiti da interventi rapidi, da informazioni chiare e da misure in grado di garantire la sicurezza, l’accoglienza e i servizi essenziali.