Un’area del litorale di Capo Miseno, in passato occupata da un deposito irregolare e da materiali abbandonati, è stata riqualificata e restituita alla cittadinanza. L’intervento è stato realizzato nei pressi del Lido Nazionale. Al posto di rifiuti, sedie e bidoni è stata costruita una piccola piazza in legno affacciata sul mare. Lo spazio è stato attrezzato con panchine, altalene e uno scivolo ed è già diventato un punto di ritrovo per famiglie, bambini e residenti. Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità. Il nuovo varco pubblico dispone infatti di una pedana destinata alle persone con disabilità e a chi ha difficoltà motorie. Una soluzione che consente di superare uno dei principali limiti degli altri accessi comunali presenti nella zona, spesso caratterizzati da scale. L’intervento fa parte di un più ampio programma di riqualificazione, promosso dall’amministrazione comunale, volto al recupero degli spazi pubblici e del litorale. Interventi analoghi hanno già interessato la villetta della Sarparella e la piazza della Chiesa di San Sossio.
Secondo quanto riferito dal sindaco Josi Gerardo Della Ragione, l’obiettivo è restituire ai cittadini non soltanto l’accesso alla spiaggia, ma anche la vista del mare dalla strada, nel tempo limitato dalla presenza di recinzioni e di strutture abusive. Il percorso ha già portato all’abbattimento di baracche e capannoni nella zona di Case Vecchie e alla rimozione di alcune recinzioni a Miliscola. Tra i prossimi passaggi annunciati dal Comune c’è l’attuazione del nuovo Piano di Utilizzo delle Aree demaniali (PUA), che prevede una quota superiore all’80 per cento di spiagge libere o attrezzate. L’amministrazione punta inoltre a modificare le modalità di gestione degli arenili attraverso bandi pubblici e trasparenti. L’intento è favorire la nascita di cooperative tra gli operatori del settore e contrastare il lavoro nero, garantendo contratti regolari e condizioni salariali adeguate. «È un simbolo di cambiamento. Ci riprenderemo tutto», ha dichiarato il sindaco, ribadendo la volontà di coniugare il diritto di accesso al mare con lo sviluppo di attività balneari rispettose delle regole.