Arrivano segnali incoraggianti per la Linea 2 della metropolitana di Napoli e, soprattutto, per le migliaia di pendolari dell’area flegrea costretti da mesi a fare i conti con l’interruzione del collegamento ferroviario tra Pozzuoli Solfatara e Napoli Campi Flegrei. Le concentrazioni di anidride carbonica all’interno della galleria si sono sensibilmente ridotte grazie al monitoraggio continuo e all’azione delle turbine installate da Rete Ferroviaria Italiana. Un miglioramento che apre concretamente la strada all’ipotesi di riaprire la tratta, inizialmente anche con un solo binario. Il punto della situazione è stato fatto nel corso del nuovo tavolo tecnico convocato dalla Regione Campania, al quale hanno preso parte Rfi, i rappresentanti dei Comuni di Pozzuoli e Bacoli, l’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv, le Asl Napoli 1 Centro e Napoli 2 Nord e le strutture regionali competenti. Secondo quanto comunicato da Rfi, l’utilizzo della ventilazione forzata sta producendo gli effetti attesi. Già nei giorni precedenti la Regione aveva riferito di valori di CO2 scesi sotto la soglia presa a riferimento nelle verifiche in corso. Un risultato importante, ma che da solo non basta a far ripartire immediatamente i treni. Restano infatti necessarie le valutazioni tecnico-scientifiche degli enti coinvolti e, in particolare, le verifiche sanitarie e di sicurezza indispensabili per autorizzare la riapertura. Sul tavolo c’è una soluzione concreta: ripristinare la circolazione tra Pozzuoli e Campi Flegrei utilizzando inizialmente un solo binario. L’obiettivo indicato è arrivare alla riapertura entro la fine di settembre, con la possibilità di anticipare i tempi qualora i controlli confermassero condizioni pienamente compatibili con la sicurezza ferroviaria e sanitaria. “Siamo a buon punto”, ha spiegato l’assessora regionale alla Protezione civile, Fiorella Zabatta, sottolineando che le concentrazioni di CO2 si sono ridotte sensibilmente. Le verifiche proseguono e il via libera arriverà soltanto quando tutti i soggetti competenti avranno accertato la possibilità di riattivare la tratta in sicurezza.

La chiusura della tratta ha provocato pesanti ripercussioni sulla mobilità tra Pozzuoli e Napoli. A seguito della sospensione del servizio, i collegamenti sono garantiti anche tramite soluzioni sostitutive, con inevitabili disagi, soprattutto per lavoratori e studenti. Lo stop era stato deciso dopo il rilevamento di elevate concentrazioni di anidride carbonica nella galleria flegrea, un fenomeno collegato alla particolare situazione geologica e bradisismica dei Campi Flegrei. Con la ripresa delle attività scolastiche e lavorative, la riapertura della Linea 2 assume un peso ancora maggiore. L’obiettivo delle istituzioni è restituire al territorio uno dei suoi principali collegamenti con Napoli evitando qualsiasi accelerazione che possa compromettere la sicurezza. Le turbine continueranno quindi a operare all’interno della galleria, mentre Rfi e gli altri enti analizzeranno l’andamento delle concentrazioni di CO2. Il quadro è decisamente più favorevole rispetto ai mesi scorsi e la prospettiva di vedere nuovamente i treni tra Pozzuoli e Campi Flegrei è diventata più concreta. Non esiste ancora, però, una data ufficiale per la ripartenza. Il prossimo passaggio sarà decisivo: se i dati continueranno a confermare il calo dell’anidride carbonica e arriveranno tutti i nulla osta necessari, la Linea 2 potrà tornare a collegare Pozzuoli con Napoli, almeno inizialmente su un solo binario.

Un segnale positivo per la mobilità dell’area flegrea è arrivato anche dalla ferrovia Cumana, che ieri, 11 settembre, ha ripreso a percorrere l’intera tratta tra Torregaveta e Montesanto. Nella stessa giornata è stata inaugurata la nuova stazione EAV di Pozzuoli in via Fasano, riaperta dopo oltre un anno e mezzo e attualmente operativa su un solo binario. L’attivazione del doppio binario è stata rinviata a marzo 2027, mentre proseguono alcune opere di completamento e finitura: secondo quanto annunciato da EAV, le scale mobili dovrebbero essere ultimate entro novembre 2026 e le sistemazioni esterne entro dicembre 2026.