Una rete coordinata per prevenire e gestire la diffusione del virus West Nile nei comuni dell’area nord di Napoli. È l’obiettivo dell’incontro operativo promosso dall’ASL Napoli 2 Nord nell’auditorium della sede di Frattamaggiore, in via Padre Mario Vergara. Al tavolo si sono riuniti vertici sanitari, amministratori locali, medici, veterinari, tecnici comunali e operatori dei servizi di ecologia. Una task force chiamata a intervenire tempestivamente in caso di contagio e a rafforzare le attività di prevenzione, soprattutto nelle zone rurali e nelle aree con ristagni d’acqua e elevata umidità. Il virus West Nile non si trasmette da persona a persona: il principale veicolo dell’infezione è la puntura di zanzare infette. All’incontro hanno partecipato il direttore sanitario dell’ASL Napoli 2 Nord, Pasquale Di Girolamo Faraone, e i sindaci di Acerra, Tito d’Errico; Calvizzano, Luciano Borrelli; Frattamaggiore, Luigi Del Prete; Qualiano, Raffaele De Leonardis; Quarto, Antonio Sabino; e Villaricca, Francesco Gaudieri. Il sindaco di Giugliano, Diego Nicola D’Alterio, è stato rappresentato da un delegato. Il confronto è servito a definire compiti, procedure e tempi di intervento. Quando gli esami di laboratorio confermano un caso, scatta la rete territoriale: indagine epidemiologica, installazione di trappole per le zanzare, individuazione del possibile luogo di esposizione e disinfestazione delle aree interessate. «È fondamentale che ogni componente della rete sappia esattamente cosa fare in caso di rilevazione del virus», ha dichiarato la direttrice generale dell’ASL Napoli 2 Nord, Monica Vanni. I medici e i tecnici del Dipartimento di Prevenzione, diretto da Luigi Castellone, sono pronti ad avviare immediatamente le verifiche sul territorio. Centrale, secondo Vanni, è la collaborazione tra i Comuni, sia nella diffusione delle corrette misure di prevenzione sia nelle operazioni da avviare dopo l’accertamento di un contagio.

Particolare attenzione è riservata alle zone rurali e ai luoghi in cui l’umidità può favorire la proliferazione delle zanzare. «La grande sfida è individuare le sacche di umidità, che spesso si nascondono nei terreni incolti, e procedere alla bonifica di superfici impervie e difficili da trattare», ha spiegato il direttore sanitario Pasquale Di Girolamo Faraone. Da qui la necessità di azioni capillari e di un coordinamento costante tra ASL, amministrazioni comunali e servizi ambientali, con priorità per le aree ritenute maggiormente esposte. Secondo i dati illustrati dal Dipartimento di Prevenzione, nel territorio dell’ASL Napoli 2 Nord risultano 15 casi, contro i 47 registrati l’anno precedente. L’età media delle persone contagiate è di 68 anni, con una mediana di 72 anni. Nell’anno precedente l’età media era stata di 66 anni. Non risulta alcun caso tra i bambini. Nell’80% dei casi l’infezione non provoca sintomi. Circa il 19% delle persone colpite può presentare disturbi lievi simili a quelli influenzali, tra cui febbre, mal di testa, nausea, vomito, ingrossamento dei linfonodi e sfoghi cutanei. I sintomi tendono generalmente a regredire rapidamente, senza necessità di ricovero. Nell’1% dei casi possono manifestarsi forme neurologiche gravi, come encefalite, meningite o paralisi flaccida. I soggetti più esposti alle complicanze sono gli anziani, le persone immunodepresse e i pazienti affetti da patologie croniche.

Come proteggersi dalle punture di zanzara

La prevenzione parte anche dai comportamenti quotidiani. L’ASL invita i cittadini a:

  • indossare abiti chiari che coprano gran parte del corpo;
  • applicare repellenti cutanei registrati sulle zone scoperte;
  • installare zanzariere a porte e finestre;
  • utilizzare diffusori o insetticidi negli ambienti chiusi, seguendo attentamente le istruzioni;
  • eliminare l’acqua stagnante da sottovasi, secchi, contenitori e tini;
  • trattare periodicamente i tombini privati con prodotti larvicidi.

La raccomandazione principale è di controllare regolarmente giardini, balconi, cortili e terreni. Anche piccoli accumuli d’acqua possono diventare luoghi favorevoli alla riproduzione delle zanzare. La prevenzione domestica, la sorveglianza sanitaria e gli interventi ambientali costituiscono i tre livelli della strategia messa in campo nell’area nord di Napoli.